PROFILO DI CULTURA COREANA
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La Corea, fin dai tempi antichi, è conosciuta come una nazione con una ricca tradizione culturale.
Il popolo coreano e' un popolo talentuoso e ricco di risorse con una storia millenaria di lotte e di vita culturale che hanno contribuito al progresso delle scienze e della cultura del genere umano.
Gli antenati dell'odierno popolo coreano hanno iniziato la produzione tessile fin dai tempi più remoti. Nel periodo dei Tre Regni (dal I secolo A. C. fino al VII secolo) il popolo coreano si distinse per la lavorazione del ferro, dell'oro e dell'argento.
Nella prima metà del VII secolo il popolo coreano ha costruito l'osservatorio astronomico famoso in tutto il mondo di Chomsongdae da dove hanno preso le mosse i primi studi di meteorologia e di astronomia.
Grandi realizzazioni anche nel campo dell'architettura, la pagoda a nove piani del Tempio di Hwrangyong del VII secolo e le pagode di Sokga e di Tabo del Tempio di Pulguk che sono esempio di grande livello di architettura di quel tempo.
Le pitture murarie ancora vive nei colori delle antiche tombe di Koguryo e le immagini scolpite della caverna di Sokguram di Silla sono un'ulteriore dimostrazione dell'alto livello delle antiche arti coreane.
Il popolo di Koryo è stato il primo inventore dei modelli in metallo al mondo. Ha anche portato l'industria della stampa su materiale ad alti livelli, producendo le porcellane di Koryo che sono state e sono tuttora considerate un tesoro in tutto il mondo, per il loro unico colore, le loro decorazioni e le loro forme.

La cultura della società primitiva
La cultura dell’antica Corea
La cultura nel periodo dei Tre Regni
Scienza e tecnologia
Architettura e belle arti


LA CULTURA DELLA SOCIETÀ PRIMITIVA

Ci sono molti Paesi nel mondo ma sono rari da trovare quelli dove è parimenti bello vivere come nella Repubblica Popolare Democratica di Corea.
(KIM IL SUNG, "A proposito del Juche nella Nostra Rivoluzione" Vol.I ed. inglese)

Dai tempi antichi la Corea è conosciuta come una terra pittoresca in cui è piacevole vivere.
Situata ad Oriente del continente asiatico la Corea si collega al continente a Nord ed è circondata dal mare sulle tre parti: l'orientale, l'occidentale e la meridionale. Le sue montagne e fiumi sono così incantevoli da far guadagnare a questa nazione il titolo di "Bella terra del tappeto d'oro". La sua terra fertile produce ogni genere di raccolti e frutti, il suo sottosuolo abbonda di minerali preziosi. In questa terra benedetta gli antenati della nazione coreana hanno immesso i semi della cultura e li hanno coltivati da tempo immemore.
La società coreana primitiva affonda le sue radici in un passato remoto, le più antiche testimonianze del periodo primitivo sono state scavate a Komunmoru nel territorio Sangwon, Pyongyang, nel 1966.
Queste testimonianze archeologiche ci confermano che la società primitiva coreana ha mosso i primi passi da 400-600 mila anni fa.
L'età paleolitica coreana copre il periodo che va dai 400-600 mila anni fa, contrassegnato da oggetti della cultura Komunmoru fino a 30-40 mila anni fa, contrassegnato da oggetti del secondo strato della cultura Kulpo, attraverso gli oggetti di 200 mila anni fa della montagna Sungri del territorio Tokchon della provincia sud Pyongan e i resti di 100 mila anni fa scavati dal primo strato della cultura Kulpo.
 
La caverna Komunmoru che testimonia le tracce dei primi uomini
Una piccola quantità delle testimonianze del paleolitico inferiore, che mostrano le tracce dei primi abitanti, fino adesso sono state scoperte in pochi posti del globo.
Le testimonianze trovate a Komunmoro nel territorio Sangwon (Pyongyang) nel 1966 appartengono al quaternario primitivo; sono le testimonianze del più antico paleolitico mai trovate in Corea.
Sulle pendici meridionali della collina Umul (pozzo), che consiste di pietra calcarea, in Komunmoro si trova una caverna profonda 30 metri direzione Est-Ovest, 20 metri più alta del livello del fiume Sangwon. Utensili in pietra molto primitivi e una grande quantità di ossa fossilizzate di animali furono trovati in questa caverna, la fauna fossilizzata di mammiferi qui trovata suggerisce che la terra di Corea era abitata nel quaternario primitivo.
Questa fauna, come la fauna del terziario, conta fra i vari esemplari molti perissodattili e alcuni ungulati a zoccolo biforcuto. Vi è anche un piccolo numero di specie che riguardano razze tipiche del terziario, come il cavallo Sangwon, il castoro, la iena a mascella corta e il mimosys (topo di campo). Come pure grandi animali come il grande rinoceronte dell'epoca diluviana.
Tutto ciò dimostra come la fauna di questa caverna appartenga al quaternario primitivo risalente a 400-600 mila anni fa e cioè alla tarda epoca diluviana inferiore o all'epoca diluviana media.
Fra le ossa fossilizzate di animali vi sono molte specie che vivevano in foreste, nelle terre di pianura e nelle paludi in un periodo di clima caldo. Questo suggerisce che il clima di questo periodo era molto più caldo dell'attuale e le foreste e savane erano folte e che vi erano in abbondanza ogni genere di frutti e animali. Tali circostanze naturali devono aver favorito ottime condizioni di vita per gli uomini primitivi.
Gli oggetti di pietra del periodo Komonmoru sono molto grezzi appartenendo al primo periodo della cultura umana. Sono fatti di pietra calcarea silicea secondo il più primitivo dei metodi e cioè con il metodo di spaccare un pezzo di pietra facendolo cadere o colpendolo e quindi finendo l'opera con uno o due ritocchi. Questi oggetti di pietra hanno le forme di accetta, trapezoidale e a testa di lancia. Simili forme sono ricavate da ciottoli scavati dal primo strato interglaciale in Heidelberg, Germania. Oggetti a punta di pietra sono fabbricati tirando via una parte della pietra insieme alla sua grana ed ottenendo da ciò una lama.
Gli uomini di questo periodo raccoglievano i frutti dagli alberi e radici e cacciavano gli animali con gli strumenti più primitivi.

Tutta la ricchezza è il prodotto del lavoro. Senza lavoro la società non si può né mantenere né avanzare.
(KIM IL SUNG, "Opere Scelte" Vol.III ed.inglese)

Benché gli oggetti in pietra del periodo Komunmoru siano molto primitivi, erano prodotti del lavoro e strumenti di lavoro. Giudicando dal metodo di lavorazione e dalla forma, gli oggetti di pietra del periodo Komunmoru risalgono all'età primitiva paleolitica, il primo stadio della vita sociale degli uomini dopo la loro separazione dal regno animale. Coloro i quali usavano questi strumenti erano ancora allo stadio di scimmia. Vivevano in gruppi per sfuggire la fame e respingere gli attacchi incessanti degli animali selvaggi. Potevano salvarsi solamente attraverso l'impegno collettivo. Quello che ha distinto in maniera dirimente i gruppi primitivi dagli animali fu la produzione dei primi oggetti e il lavorare in maniera collettiva così da formare un nucleo di società umana.
Gli oggetti in pietra scavati a Komunmoru sono i primi di una cultura umana e creati da uomini-scimmia, molto rozzi nella forma. La caverna di Komunmoru mostra così le tracce dei primi uomini che sono vissuti in questa terra.
L'età neolitica in Corea è iniziata nel V millennio A.C. Nel periodo del IV-III millennio A.C. si è raggiunto il livello dell'età neolitica sviluppata. Testimonianze tipiche di questa era sono state trovate in Kungsan-Ri, territorio Onchon, provincia di Pyongan del Sud, di fronte al Mare dell'Ovest, Chitap-Ri territorio Pongsan, provincia del Nord Hwangae, e in Sopohangdong, Kulpa-Ri, territorio Unggi, provincia del Nord Hamgyong.
 
La cultura Kungsan
La cultura neolitica scoperta nella Corea occidentale è chiamata la cultura Kungsan, che è rappresentata principalmente da vasi con motivi decorativi incisi. La cultura Kungsan è il nome comune dato agli oggetti che hanno gli stessi aspetti culturali uguali a quelli trovati perla prima volta a Kungsan-Ri, territorio Onchon, provincia sud Pyongan. L'estensione della sua distribuzione copre l'area della costa Ovest della Corea, dal bacino del fiume Chongchon fino alle rive del fiume Han.
I vasi con motivi incisi, le loro basi sagomate come finali di uovo che caratterizzano l'età neolitica della nostra nazione, furono scavati per la prima volta a Kungsan-Ri, territorio Onchon e poi ancora Chitap-Ri, territorio Pongsan, provincia Nord Hwanghae.
Gli oggetti in pietra servivano a diversi scopi lavorativi, coltivazione, pesca, caccia e tessitura. Essi includevano asce sagomate quadrate, rotonde, raschiatoi con una parte della lama con angolazione inclinata, punte di freccia, punte di lancia, tenaglie, asta per telaio. Gli uomini che possedevano questa cultura vivevano in cavità della profondità di 40-120 centimetri. Nel centro della stanza così ricavata vi era un focolare costruito usando pietre o scavando il pavimento. Nel pavimento vi sono delle cavità atte a ricevere i pali di sostegno. Intorno ai luoghi delle cavità-abitazioni sono state trovate ossa di animali gettate via dai loro abitanti. I resti della cultura Kungsan includono molte corna di cervo, di bufalo, come pure lisca di pesce. Il primo periodo della cultura Kungsan corrisponde alla seconda metà del IV millennio A.C., gli abitanti usavano zappe di pietra per l'agricoltura e nel suo secondo periodo, corrispondente alla seconda metà del III Millennio A.C. gli abitanti si impegnarono nell'agricoltura su vasta scala usando anche falci di pietra.
La cultura Kungsan rivela che le popolazioni si impegnavano principalmente nell'agricoltura vivendo una vita sedentaria e che, dal III Millennio A.C., il loro modo di coltivare basato sull'uso della zappa, fece posto al molto più produttivo sistema dell'aratura.
Oggetti in bronzo furono largamente introdotti in Corea nel II Millennio A.C. come pure nel resto dell'Asia e dell'Europa. In questa età del bronzo il modo di vita sedentario agricolo si ramificò più profondamente che nell'età neolitica e anche l'allevamento degli animali domestici ebbe un ulteriore sviluppo. Uno Stato schiavista si sviluppò già nell'età del bronzo.
 
Dolmen - camera funeraria del capo nella società primitiva
I dolmen, resti dell'età del bronzo in Corea, sono camere funerarie per i capi. Sono stati trovati dappertutto in Corea eccetto che nella parte nord-est, come pure nell'area Liaotung della Cina. I dolmen prendono varie forme. La maggior parte di essi sono fatte di quattro enormi lastroni, ognuno più alto della statura di un uomo, per le pareti ed una pietra e una pietra piatta più grande come soffitto. I dolmen in Odok-Ri, territorio Yontan, provincia Hwanghae e in Kwansan-Ri, territorio Unryul, provincia del sud Hwanghae, sono famosi per le loro dimensioni gigantesche. Le pietre del tetto misurano otto metri e mezzo di lunghezza e più di sei metri di larghezza e pesano trenta-quaranta tonnellate ciascuno. Alcuni dolmen, di forma inusuale, usavano pietre grezze o lastre ammucchiate per le pareti, altre hanno camere circondate da pietra oppure bare di pietra o tutte e due. Oggetti di scavo tipici trovati nei dolmen sono spade di pietra, punte di freccia a due alette, lance. Inoltre ci sono asce a forma di stella, semplici lame, attrezzi per lavorare il legno. Vasi in terracotta coprono una vasta gamma di varietà, in terracotta levigata e colorata come pure grezza, è stata trovata in Mukbang-Ri, territorio Kaechon, provincia sud Pyongan. Tutti questi oggetti risalgono all'età del bronzo. Le spade a forma di pipa trovata nei dolmen in Undae-Ri, sotto territorio Chuwon, territorio Kohung, provincia sud Cohlla e altri dolmen dell'età del tardo bronzo.
I vasi in terracotta trovati nei dolmen rivelano che le tribù in differenti aree seguivano lo stesso modo di sepoltura dell'antica Corea.
Enormi pietre erette con un'altezza di 2-3 metri servivano come una sorta di "monumento" di quel periodo. Queste pietre sono trovate in varie parti della Corea.
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LA CULTURA DELL'ANTICA COREA

Da tempo immemore i nostri antenati hanno lasciato le loro impronte in questa terra mentre creavano la nostra storia nazionale ed una bella cultura. L'area delle loro attività copriva la penisola coreana che era chiamata la terra delle montagne e dei fiumi ricamati, tant'erano abbondanti le loro risorse naturali e tant'erano adornati da paesaggi bellissimi, l'intera costa del Golfo di Pechili abbracciava le regioni di Liaotung e di Liaohsi ed il vasto bacino Sungari.
Questa zona era una delle più antiche culle della cultura nel continente asiatico.
Le tribù che divennero gli antenati del popolo coreano erano chiamate Ye, Maek e Han, avevano origini, linguaggio ed usanze simili.
Nell'ultimo periodo della primitiva società comunitaria, con lo sviluppo delle forze produttive e la divisione sociale del lavoro tra queste tribù, l'economia comunitaria gradualmente diede il via all'economia schiavistica.
Con lo sviluppo della forma socio-economica apparvero le prime classi sociali, i tre regni schiavistici - Kojoson (Antica Corea), Puyo e Chinguk.
Il primo antico Stato nella storia della Corea è Kojoson fondato nell'VIII secolo A.C. dalla tribù Ye con centro il bacino del fiume Liaoho.
Antichi documenti e materiali archeologici scavati dalla tomba Kangshang sulla punta della penisola Liaotung prova pienamente che Kojoson stava sviluppandosi in uno Stato schiavista.
Le masse produttrici di Kojoson erano schiavi e sudditi. I padroni di schiavi stabilirono una macchina del potere basata su leggi crudeli per mantenere la loro dominazione di classe e mobilitarono una forza armata di decine di migliaia di uomini nei tempi di guerra. Nel IV secolo A.C. Kojoson era un potere forte che aveva completamente sottomesso Yon, un paese vicino, al loro controllo politico e militare.
Kojoson della dinastia di Man sviluppò un considerevole vivace commercio con il vicino Stato Han. Ma, a causa della politica di aggressione dello Stato di Han, dalla fine del II secolo A.C. le relazioni tra i due Stati peggiorarono fino all'aggressione su larga scala che lo Stato di Han perpetrò nei confronti di Kojoson il 109 A.C.
Il popolo di Kojoson combattè coraggiosamente contro l'aggressore tenendolo lungamente in scacco ma l'anno seguente Kojoson cadde e fu conquistata dal nemico a causa della spaccatura dei circoli aristocratici e degli atti di tradimento di sabotatori. Tuttavia il popolo di Kojoson lottò vigorosamente per resistere e respingere gli aggressori.
Kojoson comprendeva un vasto territorio comprendente la parte nord-est della Corea ed il bacino del fiume Taling. La capitale era Wanggomsong. In questo vasto territorio dell'antica Corea vivevano molte tribù della stessa etnia, con la stessa lingua e con gli stessi costumi, elementi che furono base per la creazione di una cultura comprendente molte caratteristiche comuni.
Puyo, uno degli antichi regni coreani, era uno Stato edificato intorno al V-IV secolo A.C. dalla tribù Maek. All'inizio Puyo subì l'influenza politico-culturale da Kojoson da cui si emancipò gradualmente trasformandosi in un regno indipendente. La sua parte centrale era il bacino del fiume Yitung a nord di Changchun, fin dai tempi remoti zona fertile. Così l'agricoltura e l'allevamento si svilupparono considerevolmente in Puyo.
Vecchie cronache affermano che l'apparato governativo era ben unito, la legge era crudele.
All'inizio del primo secolo D.C. il re Taeso di Puyo tentò tenacemente di estendere il territorio e soffocare la crisi sociale ma fallì nel respingere un forte attacco da Koguryo, uno Stato feudale in ascesa situato sul bacino del fiume Amnok-Gang a sud-ovest di Puyo. A seguito dell'invasione di Koguryo, Puyo cedette il suo territorio un pezzo dopo l'altro e, dopo la morte di re Taeso, finì sotto il completo controllo di Koguryo.
A sud di Kojoson vi erano tre tribù: Han-Mahan, Chinhan e Pyonhan.
Chinguk era uno degli antichi regni di Corea che fu fondato dalla tribù Mahan. La più avanzata tra le tribù Han. Situato nel nord-ovest della Corea Chinguk confinava con Kojoson e aveva la sua capitale in "Woljiguk" e esisteva come Stato schiavista nel IV-III secolo A.C.
Chinguk godeva di un clima favorevole e buone condizioni naturali per la coltivazione del riso e altri raccolti. Per questa ragione nel II-II secolo A.C. mantenne un alto livello di forze produttive e la cultura creata dal suo popolo esercitava grande influenza anche sulle isole del Giappone. Chunguk mantenne relazioni culturali ed economiche molto strette con il popolo di Kojoson anche dopo la sua rovina. Mahan, la forza centrale di Chinguk, aveva frequenti conflitti con Paekje che apparve come uno Stato feudale, con il risultato che il suo territorio fu gradualmente ridotto ed alla fine annesso da Paekje nel I secolo D.C.
Ogni antico regno di Corea sviluppò la sua storia separatamente in una regione diversa ma stabilì stretti contatti con gli altri Stati, sviluppando forze produttive e avendo scambi culturali. Perciò le loro culture erano comuni in molti aspetti e riflettevano il bel carattere, pieno di risorse e sentimenti pieni di grazia, dei coreani.
 
Capolavori in oro e argento
Il leader amato e rispettato compagno KIM IL SUNG ha detto:
I nostri antenati nei tempi antichi hanno creato una cultura splendente che ha contribuito alla fioritura della civiltà dell'Asia.
(da "Juche la nostra Rivoluzione" vol.I ed.inglese)

Oggetti in bronzo rappresentano un'alta fase della brillante cultura degli antichi Stati di Corea.
Oggetti considerevoli sono le spade di bronzo che dimostrano pienamente l'alto grado raggiunto nelle tecniche di fusione in quel tempo. Le forme uniche e la struttura delle spade stesse forniscono un indice importante sulla qualità della cultura del bronzo dell'antica Corea.
Le spade di bronzo sono divise, per quanto riguarda le forme, fra le sagome "pipa" di Kojoson nella prima metà del X secolo A.C. e le strette spade di ottone, un'eredità e uno sviluppo della tecnica precedente.
Le spade in bronzo assumono la sagoma di "pipa", un antico strumento a corda, e sono trovate nell'area di Kojoson che va dall'area di nord-ovest di Corea fino al bacino del fiume Liaoho. Fino adesso ne sono state scavate sessanta.
Si presume che le spade con la sagoma "pipa" fossero molto in voga nel periodo tra l'VIII e il IV secolo A.C.
Le spade a sagoma "pipa" sono uniche nella forma e nella struttura. Sono peculiari di Kojoson e non si trovano nelle aree confinanti o in altre nazioni in quel periodo. Le spade a sagoma "pipa" misurano 30-40 cm. di lunghezza e la spada e il fodero sono separabili. La lama della spada ha un'incisione nel centro e lame su entrambe le parti. Ogni lama ha una gobba e la parte più bassa ha la sagoma "pipa", uno degli strumenti musicali più antichi. Il fodero ha la forma della lettera "T", la testa è fissata al fodero con un bullone. E' prevista una copertura per la testa. Il fodero è adornato in maniera elaborata con motivi tradizionali geometrici o con motivi "a saetta" che i nostri antenati amavano usare fino dall'età neolitica.
La spada sagomata "a pipa" può essere classificata un oggetto di bronzo di arte industriale con una bellezza di forma e di fabbricazione.
La stretta spada di ottone è uno sviluppo nella forma della spada di bronzo a "pipa" con struttura e sagoma unica.
Come la spada "pipa", la stretta spada di ottone è indipendente dal suo fodero e un bullone è usato per fissare la sua testa al fodero. Entrambe le lame della spada sono concave e strette e si distingue dalla spada "pipa".
Centinaia di strette spade in bronzo sono state scavate fino ad oggi. Sono state trovate in quasi tutte le parti della Corea eccetto alcune parti del nord e si distribuiscono dalle province marittime dell'ex URSS a nord fino al Giappone occidentale a sud.
Si presuppone che le strette spade in bronzo siano state usate nel III e I secolo A.C.
Queste spade sono più raffinate e sviluppate delle spade "pipa", sia in forma che in qualità.
L'età del bronzo dell'antica Corea, rappresentata dalle spade "pipa" come pure dalle strette spade in ottone, è una cultura originale e peculiare completamente diversa da quella dei distretti vicini dell'epoca.
L'artigianato nell'antica Corea, per ciò che riguarda l'oro e l'argento, era altamente sviluppato.
Oggetti tipici sono una fibbia in oro puro con un rilievo di un dragone, scavata nella tomba n°9 in Tosong-Dong (l'antica Sogam-Ri), città di Pyongyang e una fibbia in argento con un rilievo che rappresenta una tigre, scavata nella tomba n°37 in Chongback-Dong, città di Pyongyang. Le figure di una madre drago e sette piccoli draghi intrecciati sono messi a rilievo nella fibbia in oro con particole in oro con un sistema a filigrana e incastonate con più di quaranta pietre preziose. Questo chiaramente mostra il delicato e raffinato meccanismo di arte dell'antico popolo di Corea ed è un lavoro eccellente di arte che ha un posto preminente nella storia mondiale dell'arte. La fibbia in argento con il rilievo di tigre mostra la faccia dell'animale con la bocca aperta che alza la sua testa, è lavorata a rilievo con tecnica a filigrana e dodici pietre preziose sono incastonate negli occhi e nelle altre parti essenziali della tigre.
 
 
Un’antica canzone lirica
La canzone di Konghu:

Ti supplicai di non attraversare il fiume
Ma non mi ascoltasti
E sei affogata nella morte
Come posso adesso vivere solo senza te?


Questa canzone è una delle antiche canzoni liriche, che si dice essere stata composta da Ryo Ok di Kojoson. Ti fa sentire come se il grido angosciato di una donna stia ancora aleggiando sulle acque impietose con l'accompagnamento di Konghu, uno strumento musicale coreano. Nell'antico libro Kogumju questa lirica è svolta come un poema a quattro-parole. La canzone ha questa storia: un traghettatore Kwak Ri Ja Go stava remando sul suo battello al mattino presto quando un vecchio uomo con i capelli grigi che teneva una bottiglia nella sua mano si gettò nel fiume e cominciò a nuotare verso la riva opposta. La moglie del vecchio uomo arrivò correndo e lo pregò di non attraversare il fiume. Ma egli non l'ascoltò e affogò. Disperata per la morte del suo marito la vecchia donna prese lo strumento musicale Konghu e cantò una canzone funebre. Alla fine della sua canzone anch'essa si gettò in acqua e morì. Dopo aver visto questa tragica scena Kwak Ri Ja Go tornò a casa e raccontò tutto a sua moglie Ryo Ok che mise in musica la canzone della vecchia donna annegata e la cantò accompagnandosi col Konghu. Quella canzone ebbe un grande successo e fu cantata al popolo di Kojoson. Questa fu chiamata la canzone di Konghu.
Questa è un'antica lirica basata sulla tragica fine di una famiglia soggetta ad uno sfruttamento crudele di classe.
Da quanto detto si può osservare che il popolo di Kojoson associava strettamente la musica vocale e strumentale con la loro vita quotidiana e che la loro vita lirica, benché semplice, era ad un considerevole livello per quel tempo.
La cultura spirituale creata dal popolo dell'antica Corea assume la forma di cerimonie religiose nella maggior parte dei casi ma si può anche osservare una forma di associazione alla musica attraverso la canzone e la danza associate con le loro attività agricole. Ad esempio vi era un festival chiamato Muchon che si teneva in Kojoson in ottobre per celebrare un rito sacrificale in onore del cielo dopo la raccolta annuale, il festival Yonggo celebrato in onore del cielo in Puyo alla fine dell'anno, e i grandi festival in onore del cielo in Khingy in maggio ed in ottobre ogni anno. In tali occasioni il popolo, uomini, donne, vecchi e giovani, organizzavano grandi banchetti e cantavano e danzavano giorno e notte. Questa è una delle più antiche forme di danze di contadini basate sulla forma civile di arte in cui cerimonie religiose e l'arte, nella forma di canzoni e danze, sono strettamente legate alla produzione agricola. Più tardi queste antiche danze contadine gradualmente persero la loro connotazione religiosa e si tramutarono in rappresentazioni popolari tradizionali nella forma di danza all'aria aperta e Pungjaeng, una rappresentazione tesa a celebrare un anno di buon raccolto, così queste forme di arte assunsero una connotazione collettiva e vicina alla vita di tutti i giorni. Si gettarono le basi delle danze nazionali contadine.
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CULTURA NEL PERIODO DEI TRE REGNI

La Corea nel periodo dei tre regni
Il periodo dei tre regni nella storia di Corea copre settecento anni, dall'inizio del primo secolo A.C., quando Koguryo divenne uno Stato feudale fino alla seconda metà del settimo secolo D.C., quando Koguryo coesisteva con i regni Paekjae e Silla nel sud. Perciò i tre regni sono considerati Koguryo, Paekjae e Silla. Ma, per quanto riguarda il primo periodo della società feudale vi erano altri piccoli Stati oltre ai tre grandi sopra menzionati. Il più potente e avanzato Stato della storia di Corea fu Koguryo.

Il grande leader KIM IL SUNG ha detto:
Il tempo in cui la nostra nazione fu più potente nel passato fu il periodo di Koguryo.
("Letteratura ed arte socialiste" ed.coreane pagg.561-562).

Koguryo fu fondata come Stato feudale all'inizio del primo secolo A.C. ed ebbe come sua capitale la città fortificata di Kuknae (oggi Chian nella Repubblica Popolare Cinese del nord-est) sul corso medio del fiume Amnok-Gang e il bacino del fiume Tungchia. Il nuovo Stato feudale Koguryo crebbe e si sviluppò in una forte nazione sviluppando e organizzando la sua forza militare fin dall'inizio. Il popolo di Koguryo non era solamente pieno di risorse ed intrepido ma considerava come il compito più onorevole difendere la loro nazione con tutta la loro devozione. Perciò acquistarono un alto senso di orgoglio nazionale e crearono una cultura eccellente che si rifletté in una visione ambiziosa, rigorosa e ottimistica della vita.
Paekje si organizzò come Stato feudale alla metà del primo secolo D.C. unificando l'area di Mahan dell'antica zona Chinguk che aveva come sua capitale la città fortificata di Wirye (oggi area Kwangju) sulla riva sud del fiume Han; un po' più tardi Silla organizzò il proprio Stato feudale unificando l'area Chinhan nel territorio Chinguk basata sulla regione Kyongju.
Samguksagi, un lavoro sulla storia dei tre regni, contiene storie leggendarie e fantastiche che riguardano le date di fondazione dei tre Stati e dei loro fondatori; questa opera ci aiuta a stabilire alcuni preziosi fatti storici.
Per esempio viene narrato che Ko Ju Mong, conosciuto come il fondatore di Koguryo, proveniva da Puyo e che Onjo, il fondatore di Paekje, era il figlio di Ko Ju Mong. Da ciò si deduce che vi erano strette relazioni tribali e culturali fra Puyo e Koguryo, fra Koguryo e Paekje, come pure fra i diversi gruppi tribali e tutto ciò mostrava strette relazioni per la creazione di una nazione unica. Le testimonianze del tempo mostrano chiaramente questo fatto. Si dice che i popoli di sei villaggi in Chinhan emigrarono da Kojoson e si stabilirono nell'area Kyongju per formare la forza principale nella fondazione di Silla. Ciò è stato sostanziato dal fatto che alcune testimonianze culturali scavate in quest' area appartengono a Kojoson.
Ci sono reperti e prove storiche per affermare che Koguryo, Paekje e Silla, che erano i principali Stati nel periodo dei Tre Regni, avevano una consanguineità e un'interazione storica tanto da creare una cultura comune; il sangue dei loro popoli era mischiato in una stessa nazione.
Nell'ottica di una lunga era feudale coreana i Tre Regni erano nel periodo di formazione del sistema feudale e nel periodo iniziale del suo sviluppo.
Appena Koguryo si strutturò come uno Stato feudale estese il suo territorio unificando i piccoli Stati vicini. Dal 50 D.C. estese la propria influenza nell'area settentrionale del fiume Chongchon della penisola coreana e sull'area Liaotung ad ovest, precedentemente occupata dagli aggressori di Han e fece un rapido e grande passo avanti. Dall'inizio del IV secolo Koguryo si impadronì dell'area Liaotung con un'alternanza di sconfitte e di vittorie. Nella metà del IV secolo controllò anche le aree di Jehol e la Grande Muraglia cinese dalla parte opposta di Liaoho. Con lo sviluppo delle forze produttive Koguryo divenne ricca e forte ed il suo popolo fece mostra pienamente del suo spirito d'iniziativa e del proprio spirito vigoroso ed intrepido.
In quegli anni Koguryo, mentre difendeva vigorosamente le proprie frontiere occidentali, perseguiva attivamente una politica di avanzata verso il sud per estendere il proprio territorio verso le aree Uljin, Coungju e Ansong. Il centro economico di Koguryo fu trasferito sulle rive del fiume Taedong-Gang. Nel 427 Koguryo trasferì la sua capitale nella attuale città di Pyongyang.
Come capitale di Koguryo, una grande potenza con una lunga storia, Pyongyang si sviluppò ulteriormente. L'avanzata verso il sud di Koguryo causò un gran cambiamento nelle mutue relazione fra i Tre Regni. Lo sviluppo delle sue forze produttive e l'espansione del suo territorio causò la nascita di un alto grado di cultura che rifletteva la speciale predisposizione a ciò ed il carattere del popolo di Koguryo.
Paekje, che godeva di favorevoli condizioni naturali e geografiche, acquistò forza nazionale ed avanzò fino all'area che attualmente si chiama Singye. Tutto questo alla metà del IV secolo. Sopraffatti dalla marcia verso il sud del potente regno di Koguryo i dirigenti di Paekje decisero di spostare la loro capitale verso Ungjin (l'attuale Kongju) nel 475 e nuovamente verso Sabi (l'attuale Puyo) nel 538. Con questi spostamenti la situazione di Paekje peggiorò sempre più.
Silla, che era il più piccolo dei Tre Regni e culturalmente il più arretrato, amalgamò gli Stati Kaya stabilitisi sul bacino del fiume Rakdong durante la prima metà del IV secolo. Anteriormente Silla si era difesa con l'aiuto di Koguryo contro l'aggressione di Paekje ma, dopo aver respinto le forze di Paekje, tradì Koguryo e tentò di espandere la propria influenza.
Alla fine del VI secolo Koguryo dovette affrontare le forze aggressive di Sui.
Il leader amato e rispettato compagno KIM IL SUNG ha detto:
Poiché il popolo di Koguryo fu educato al patriottismo, ricevette addestramento militare che li portò ad essere disciplinati e valorosi fino dall'inizio della propria storia, acquistò un alto senso d' orgoglio nazionale, un cuore intrepido e salvaguardò l'onore della nazione e la propria dignità respingendo l'armata di Sui che contava tre milioni di soldati; Sui era la più grande nazione del continente asiatico.
(da "Del Juche nella Nostra Rivoluzione" ed.inglese vol.I)

Nel 612 gli aggressori Sui organizzarono una grande armata di tre milioni di soldati per invadere Koguryo ma subirono un colpo devastante dal popolo Koguryo guidato dal generale Ulji Mun Dok che aveva deciso di porsi al comando dell'esercito di Koguryo in difesa dell'onore e della dignità della nazione. A causa di questo colpo Sui cadde rapidamente in rovina.
Invece di trarre una lezione dall'amara disfatta degli aggressori Sui, gli invasori Tang invasero Koguryo ripetutamente ma, ogni volta, subirono vergognose disfatte. Particolarmente nel 645 subirono un severo colpo dalle truppe di Koguryo comandate dal generale Yon Gae So Mun nella battaglia del castello Ansi. Essi lasciarono sul terreno molti morti nella vasta piana Liaotung colpita anche da una tempesta.
Il popolo di Koguryo decorò la prima pagina dell'orgogliosa storia delle battaglie del popolo coreano mostrando pienamente la propria bravura, il fervente patriottismo e spirito nazionale.
La cultura del periodo dei Tre Regni, creata nel corso di tali sviluppi storici, occupa il posto più brillante nella cultura dell'età feudale in Corea. E' divenuto una delle testimonianze preziose della cultura orientale rappresentando pienamente il mondo spirituale e la ricca vita interiore della nazione coreana.
Testimonianze significative sono gli oggetti lavorati in oro, argento e rame del periodo dei Tre Regni, i bellissimi murali e le sculture di Koguryo, lavori in metallo, ceramiche, come pure gli strumenti musicali nazionali che producono graziosi e tristi suoni.
La cultura altamente sviluppata dei Tre Regni è debitrice nei confronti della precedente cultura, delle grandi forze produttive del tempo, come pure nei confronti dello sviluppo della scienza e della tecnologia degli antenati pieni di risorse e talento.
Questa cultura si espanse alle nazioni vicine ai Tre Regni attraverso percorsi diversi, esercitando una grande influenza sul suo sviluppo culturale.
La cultura dei tre regni mostra chiaramente che la nazione coreana è civilizzata, piena di talento, sagace e che ha stabilito una tradizione brillante nello sviluppare scienza e cultura.
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SCIENZA E TECNOLOGIA

Una carta delle stelle (Chonsangryolchabunyajido)
In Koguryo osservazioni meteorologiche ed astronomiche furono condotte fino dall'inizio della civiltà. Vi era un osservatorio astronomico, astronomi e tecnici incaricati delle osservazioni astronomiche. Sulla base delle osservazioni effettuate fu creato un calendario più dettagliato e si sviluppò una teoria astronomica in continuo sviluppo. Nei primi anni di Koguryo la durata dell'anno fu calcolata in 365,25 giorni. In seguito, nel IV secolo, un calcolo ancora più accurato fissò la durata dell'anno in 365,246 giorni. Per quanto riguarda la durata di un mese essa fu stabilita in 29,530 giorni, una costante quasi corretta.
La conoscenza dei movimenti planetari - movimenti del sole, della luna e delle stelle - fu gradualmente approfondita. Il popolo di Koguryo effettuò osservazioni accurate del movimento diurno del sole e della luna dall'est verso l'ovest. Essi conoscevano bene i movimenti di cinque pianeti che si muovevano in mezzo a stelle fisse.
Essi avevano anche una profonda conoscenza delle costellazioni: continuarono lo studio delle ventotto costellazioni vicino all'eclittica che erano già state effettuate nei tempi precedenti, estesero gradualmente la conoscenza, divisero le stelle in costellazioni. Essi applicarono il metodo di indicare le posizioni del sole, della luna e delle stelle. Indicarono le posizioni di tutti i corpi celesti con due variabili. La loro indicazione corrisponde alle attuali coordinate equatoriali. Il popolo di Koguryo conosceva l'angolo di inclinazione fra l'eclittica e l'equatore che è di importanza astronomica, come pure il movimento del punto dove l'orbita di un corpo celeste interseca il piano di eclissi, l'orbita lunare e il movimento dell'asse di rotazione della terra.
Fra le testimonianze archeologiche di quel periodo vi è una carta astronomica che dimostra lo sviluppo dell'astronomia di Koguryo, murali da tombe e oggetti di cultura astronomica. Una carta astronomica scolpita nella roccia serve come un sommario generale delle osservazioni meteorologiche e astronomiche di Koguryo. "Era stata custodita nella città fortificata di Pyongyang ma fu gettata in fondo al fiume durante la guerra nell'ultimo periodo di Koguryo" (da "Haedongjamnok" - "Miscellanea coreana"). Esiste la Chonsangryolchabunyajido, una carta astronomica che si crede sia stata redatta sulla base dell'originale in pietra nel 1395.
La carta astronomica migliora e sviluppa il planisfero prodotto nei giorni di Koguryo, preservandone la forma originale. Vi sono una grande carta delle stelle circolare nel centro e varie costanti e note di spiegazione ai margini.
La carta ha 282 costellazioni e 1467 stelle, la sfera celeste è proiettata su una superficie di piano con il polo del nord al centro ed ogni stella è mostrata in una posizione relativamente accurata. La carta indica anche le posizioni dei punti di equinozio, invernale e autunnale, la posizione di ogni stella guida delle 28 costellazioni, l'angolo di inclinazione fra l'eclittica e l'equatore e l'angolo di inclinazione fra l'eclittica e l'orbita lunare.
Questa carta non è solamente una preziosa testimonianza astronomica e archeologica della Corea ma serve anche come materiale di valore per studiare la storia dell'astronomia nel mondo.
Alcune tombe Koguryo hanno sulle loro pareti carte delle stelle. Sul soffitto delle tombe con murali che mostrano lottatori e danzatori in Chian sono riportate carte di stelle che erano considerate al tempo molto importanti. Vi sono anche dipinti corvi a tre zampe, animali simbolici del solee un rospo che rappresenta la luna. Tali carte delle stelle possono essere ammirate anche nella tomba Chonwangjisin, nella regione Sunchon, provincia Pyongan del sud, la tomba Ssanggidung in Ryonggang, provincia del sud Pyongan e la tomba n°4 in Mujin-Ri, distretto Ryokpo, città di Pyongyang. La carta delle stelle della tomba n°4 in Mujin-Ri è molto bella e mostra 90 stelle in oro.
Alcune delle osservazioni astronomiche di Koguryo sono riportate in Samguksagi. Ci sono undici rapporti su eclissi solari, dieci su comete, cinque su meteore e quattro su pianeti. E' interessante sapere che è stato fatto un rapporto su una eclissi solare nel marzo dell'anno 116 e sono stati osservati cinque pianeti apparsi nel cielo orientali nel maggio 149.
L'astronomia di Koguryo gettò le basi per lo sviluppo dell'astronomia coreana del medioevo. Così la scienza astronomica e meteorologica sviluppata di Koguryo esercitò una grande influenza sui Regni di Paekje, Silla e altri regni vicini, aiutandoli a sviluppare la loro astronomia e meteorologia.
 
Chomsongdae, il più antico osservatorio astronomico del mondo
Il Grande Leader Compagno KIM IL SUNG ha detto:
Nella prima metà del VII secolo i nostri antenati costruirono Chomsongdae l'osservatorio astronimico famoso del mondo, contribuendo così grandemente allo sviluppo della meteorologia e astronomia.
(da "Juche nella nostra rivoluzione" ed.inglese Vol.I)

Chomsongdae, nella città di Kyongju, capitale di Silla, fu completato nella prima metà del VII secolo e si è conservato com'era per più di 1300 anni; è il più antico del suo genere ancora esistente sulla terra. Si crede che osservatori più antichi siano stati costruiti in Silla ma che poi furono distruti.
Chomsongdae ha una struttura unica nel suo genere. Ha un'altezza di 9 metri e misura alla base 5 metri di diametro. La sua parte superiore diventa gradualmente più piccola in estensione e chiusa nella parte superiore da doppie cornici quadrate in pietra. Nel mezzo della struttura che guarda il sud vi è un' apertura di 1 metro quadrato attraverso la quale si entra nell'osservatorio e si può arrivare fino alla cima.
Dal tetto dell'osservatorio gli astronomi osservavano fenomeni astronomici astrologici e meteorologici sia con strumenti di osservazione che a occhio nudo e registravano e studiavano i risultati ottenuti.
Le osservazioni astrologiche e meteorologiche erano comparativamente elaborate per quanto riguarda le osservazioni sulle eclissi solari, lunari, comete, meteore e molti altri fenomeni astronomici che sono menzionati dal Samguksagi.
Come reperti che appartengono all'astronomia di Silla vi è un orologio solare di pietra che si è conservato fino ad oggi, con tali orologi solari si registravano normalmente le ore di Silla.
 
La pietra tombale del re Kwanggaeto - dimostrazione dello spirito coraggioso di Koguryo
In una località distante 6 chilometri dalla città fortificata nel nord-est chiamata Tungkou, sede del territorio Chian, provincia Chilin, Repubblica Popolare Cinese, vi è la pietra tombale del re Kwanggaeto, diciannovesimo re di Koguryo, eretta in memoria delle sue "gesta meritorie". Si tratta di un epitaffio di 1802 lettere incise sulle quattro facciate; la pietra tombale si erige ancora maestosa dopo 1500 anni, a dimostrazione dello spirito di Koguryo.
Questa pietra tombale mostra contenuti molto ricchi dal punto di vista storico e artistico. Si tratta della più grande pietra tombale in tufo del mondo, di forma quadrata che si erige su un piedistallo di granito. La sua altezza misura 6,34 metri e la sua base misura 1,43x1,09 metri. Il suo epitaffio è largamente conosciuto sia in patria che all'estero per i suoi testi arcaici, brevi e magnifici, come pure per i caratteri ornamentali del sigillo in uno stile armonico. La pietra tombale attrae l'ammirazione per la bellezza della sua forma di un gusto molto semplice e, allo stesso tempo, maestoso.
Il suo valore storico consiste non solamente nella sua antichità, V secolo (414), ma anche nel fatto che alcune grandi testimonianze archeologiche di Koguryo sono distribuite intorno alla pietra tombale così da aggiungere importanza alla sua testimonianza di Stato potente. Una testimonianza archeologica molto vicina alla pietra tombale di Kwanggaeto è la tomba di Taewang. E' famosa per un mattone trovato in essa con l'iscrizione "possa questa tomba di Taewang essere sicura come una montagna e solida come la sua cima". Intorno alla tomba di Taewang ce ne sono molte altre, e a circa 1500 metri a nord-est, la famosa tomba di Changgun (generale) che vanta un aspetto maestoso e squisito e sembra che sia a guardia della pietra tombale del re Kwanggaeto. E' un esempio dell'architettura in pietra di Koguryo.
Benché la pietra tombale sia stata costruita in memoria delle "gesta meritorie" del re Kwanggaeto il suo epitaffio è una testimonianza viva dal punto di vista storico per quanto riguarda la fondazione di Koguryo, sulle sue prospettive progressiste e dignitose riferite al IV secolo, sul suo decisivo ascendere nelle relazioni internazionali. La pietra tombale quindi ha un grandissimo valore di testimonianza storica. Da un passaggio dell'iscrizione della pietra tombale si legge "la nazione era ricca e potente ed il popolo era in pace; ogni anno portava un ricco raccolto"; da ciò si può osservare una chiara visione del prode e magnifico spirito di Koguryo, del suo potere vigoroso e della sua ricca vita economica.
La pietra tombale del re Kwanggaeto fornisce un preziosissimo materiale per lo studio di Koguryo e della situazione degli Stati confinanti a quel tempo.
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ARCHITETTURA E BELLE ARTI

Il castello Taesongsan, una solida fortezza, il palazzo Anhak, un palazzo reale di Koguryo
Il grande compagno KIM IL SUNG ha detto:
Il monte Taesong è una località con una storia lunga e foriera di orgoglio. Ci sono tombe di combattenti rivoluzionari anti-giapponesi e molti reperti storici. Per quanto riguarda le tombe del periodo Koguryo la montagna ne conserva più di mille, alcune delle quali vantano pitture murali, vi sono pure, in certi punti della località, mura costruite in tempi antichi. Questi resti storici costituiscono un buon materiale concernente la lunga storia della nostra nazione e le eccellenti tradizioni culturali del nostro popolo.
(Dal "Dovere della scienza sociale" ed. coreana pag.88)

Il monte Taesong è un eccellente testimone della nostra lunga storia e della cultura creata dai nostri antenati.
Meritano particolare attenzione il muro del castello Taesongsan, una grande fortezza con un perimetro di 7.214 metri a dimostrazione dello spirito battagliero e del fermo carattere del popolo Koguryo.
Quando è stata costruita una fortezza militare sul monte Taesong, il popolo di Koguryo ha sfruttato al meglio le profonde scarpate della zona.
Il monte Taesong è situato in un punto dove la catena montuosa nell'area nord-occidentale della Corea sembra aver formato un nodo sulle rive del fiume Taedong-gang in Pyongyang. il monte Taesong è circondato da fiumi su tre parti, salvo la parte del nord. A sud il fiume Taedong-gang scorre formando una linea semicircolare; ad occidente e ad oriente i fiumi Hapjang e Changsu si gettano nel fiume Taedong-gang scorrendo da nord a sud. Il monte Taesong vanta sei picchi con il picco Ulji alto 274 metri sopra il livello del mare ed è il picco principale. Il crinale che unisce questi picchi forma un ovale. L' esterno di questo crinale è molto profondo e difficile da scalare; all 'interno delle pareti di questa montagna vi sono dei laghi abbastanza grandi come il Tongchon e il Michon, come pure 170 stagni. Grazie a queste caratteristiche naturali il monte Taesong si può considerare una fortezza naturale.
Il muro del castello Taesongsan è costruito a circolo lungo i crinali e sfrutta le caratteristiche dei sei picchi; si può dire che sia un "castello della luna". Benché la sua parte orientale formi un angolo acuto con il picco Ulji e la sua parte occidentale sia curva, le mura, complessivamente, si estendono da nord a sud e la sua sezione di un chilometro e mezzo fra la parte finale occidentale del picco Somun e Kuksa disegna una linea retta. Perciò le mura del castello hanno la forma di un pentagono. Le mura del castello sono doppie nella valle dove è la porta di entrata centrale e triplicano nella valle fra il picco Chujak ed il picco Kuksa.
La lunghezza del castello è 2 chilometri e 300 metri da est a ovest e 1 chilometro e 700 metri da nord a sud. l'area compresa fra le mura del castello copre approssimativamente 2 chilometri quadrati. Sulle mura esterne del castello Taesong vi sono 65 aperture fra i merli. Queste aperture erano molto importanti perché aumentavano il potere di difesa del castello riducendo l'angolo morto di sparo di un cannone al minimo. Il castello aveva come porta centrale il cosiddetto cancello Nam. Oltre l'entrata principale vi erano ancora 19 entrate minori. Un largo numero di resti di abitazione, comprese 20 con tetto a tegole, sono state scoperte entro il perimetro del castello.
Innumerevoli reperti dell'era Koguryo sono stati scoperti nel castello Taesongsan. Particolarmente nelle rovine del muro sud-occidentale del picco Changsu è stato scavato un opera di letteratura buddista nel calcare scritta in lettere d' oro e i cui 1.050 caratteri si possono ancora leggere. Inoltre un paio di immagini buddiste in oro, preservate in una cassa di pietra a forma di caverna, sono state trovate fra le rovine del muro sud del picco Kuksa. Due caratteri "kuk sa" sono incisi alla base della cassa in pietra e questo suggerisce che ciò abbia a che vedere con il picco Kuksa. Inoltre le tegole dei tetti di Koguryo sono uniche, modellate in maniera convessa.
Il castello Taesongsan era già stato completato nei primi anni del V secolo, quando Koguryo spostò la sua capitale a Pyongyang. Aveva una serie di particolari in comune con i reperti Chian, che era l'antica capitale di Koguryo. Questo fatto dimostra che il castello Taesongsan fu sede del governo al tempo del trasferimento della capitale a Pyongyang.
Il castello Taesongsan, che lo Stato di Koguryo costruì con un investimento di 732.000 giornate di lavoro è una preziosa vestigia culturale che è costata il sangue ed il sudore del popolo di Koguryo. Questa fortezza servì a difendere la dignità di Koguryo ed a schiacciare gli aggressori stranieri.
Al sud del picco Somun alla distanza di 6-700 metri dal castello Taesongsan è sito il palazzo Anhak, palazzo reale di Koguryo.
Magnifici edifici erano allineati e un bellissimo giardino, costruito per soddisfare il gusto e l'emozione del popolo di Koguryo aggiungeva bellezza al complesso del palazzo reale. Il complesso era circondato da un muro quadrato che misurava 620 metri per ogni lato e l'area costruita era di 38 ettari e 400. In questa vasta area gli edifici occupavano una superfice 3.182 metri quadrati. Sull'asse centrale nord-sud, la porta Nam, la sala esterna che era anche la sala del re, la sala interna (sala della regina) e la camera da letto del re, erano messe in successione. Intorno a questo complesso di ambienti vi era un certo numero di edifici accessori. Intorno alle tre sale reali vi erano gallerie di forma quadrata.
La parte centrale del palazzo aveva una forma perfettamente simmetrica; la maggior parte degli edifici avevano gallerie intorno ad essi. Ogni galleria aveva una grande porta di entrata. Si doveva passare attraverso una serie di porte per raggiungere la sala interna e la camera da letto. questa disposizione simmetrica degli edifici doveva dimostrare "la dignità e la potenza sacre e inviolabili" della corte reale al tempo del feudalesimo, creando un' atmosfera che ispirava stupore e meraviglia.
Gli edifici principali del palazzo Anhak erano il complesso della "sala esterna" che si estendeva per 49,62 metri da est ad ovest e 16,65 metri da nord a sud. Mentre il complesso "sala interna" si estendeva 87,500 metri da est ad ovest e 15,05 metri da nord a sud.
Nella sezione nord-est vi era il palazzo orientale di fronte al quale vi era un grande e bel giardino e la parte nord-centro era occupata da una collina artificiale e i reperti di piccoli stagni e pietre modellate stranamente, messe vicino a questi stagni, sono state trovate in gran numero.
Il palazzo Anhak costituisce un complesso di grande valore, non soltanto per studiare lo stile dell'architettura di Koguryo, ma anche perché serve da modello per il restauro delle strutture del periodo Koguryo.
Questo palazzo dimostra il carattere ambizioso e pieno di risorse del popolo Koguryo, una delle nazioni più potenti in oriente a quel tempo.
 
La tomba del re Tongmyong ed il tempio nelle sue vicinanze
A 22 km di distanza dal sud-est di Pyongyang, capitale della Rivoluzione, è situato Mujin-Ri, distretto Ryokpo, città di Pyongyang. Qui è la tomba del re Tongmyong, fondatore di Koguryo.
La tomba del re Tongmyong è su una collina che domina un panorama illimitato. Ai piedi della collina un bosco di pini verdi. Questa collina fa parte del sistema dei Monti Cheryong la cui altezza massima è di 341 metri e che si sviluppa verso oriente. In una località a circa 4 km a sud della tomba si eleva il monte Majang a circa 340 metri sul livello del mare, il tutto simile ad un diorama. All'ovest scende il fiume Mujin e si getta nel fiume Taedonggang. Lo scenario intorno a questo posto è incantevole, fagiani ed altri animali popolano i boschetti di pini che possono anche essere vecchi di 2-300 anni. Tutto questo ricorda una pittura di un bel panorama.
Nel trasferire la loro capitale a Pyongyang il popolo koguryo trasferì anche la tomba del loro padre re Tongmyong e costruì una nuova magnifica tomba nel cui interno dipinsero misteriosi murali con temi floreali. Essi costruirono anche venti tombe della famiglia reale nelle sue vicinanze.
La tomba del re Tongmyong è una fossa con la sua parte più profonda formata da scavi di pietra e la sua parte superiore coperta con terra accumulata nella forma di una piramide quadrangolare. E' una tomba Koguryo simile in stile alla tomba Hanwang in Hanwang-Ri città di Pyongsong provincia Pyongan sud, come pure simile alla grande tomba in Rosan-Ri, città di Pyongyang. Il modo di costruzione a strati delle tombe con pietre lavorati si accorda con il metodo impiegato per costruire la famosa tomba Changgun di Koguryo. Misurando le parti esposte delle pietre di fondazione, questa tomba ha un' altezza di 8,15 metri e si pensa che la sua altezza originale fosse più alta di un metro.
La tomba è composta da una galleria, una stanza frontale e una stanza per custodire il sarcofago del re, la costruzione è di granito e pietra calcarea ben lavorati. la pietra calcarea ha un colore naturale marrone e il granito è usato solamente nelle parti che devono supportare un grosso peso.
Si pensava che la tomba del re Tongmyong non avesse murali, scoperti invece nel 1974. Molti murali si sono conservati sul muro orientale e sul soffitto; sono in perfette condizioni e mostrano temi floreali, orizzontali e verticali.
Questo motivo floreale, con un diametro di 1,2 centimetri, verosimilmente un fiore di loto in pieno rigoglio, dà una chiara visione di una solida pianta per la sua accurata composizione di segno conciso e di linea forte. Questo modo di dipingere si trova generalmente sui murali delle tombe Koguryo.
I resti scavati da questa tomba sono: chiodi per la bara, chiodi, ornamenti a forma di fiore, pendenti e numerose forcine.
La magnifica tomba in pietra del re Tongmyong e le tombe della famiglia reale nelle sue vicinanze mostrano il rispetto del popolo Koguryo verso il proprio padre. Il popolo aveva costruito questa tomba come auspicio di prosperità e sviluppo dello Stato feudale di Koguryo.
In un punto, a 120 metri a sud dalla tomba del re Tongmyong fu scoperto un grande tempio che è il più grande del suo genere che sia mai stato scavato.
L'area fino adesso scavata di questo tempio può essere divisa in cinque sezioni ma qui vi possiamo dare la descrizione solamente degli edifici che si trovano nella prima sezione, quella centrale. Entrando attraverso la porta centrale (il sito dell'edificio n°4) alla parte sud della I sezione si può vedere una struttura ottagonale che è fiancheggiata da due edifici di quasi la stessa grandezza, dietro a questi vi è una galleria oltre la quale vi sono i siti di tre edifici che si elevano in una fila da est a ovest. Dietro a questi edifici vi è un' altra galleria oltre la quale si trovano una costruzione lunga, un piccolo edificio che si estende a settentrione, oltre una galleria sulla loro parte posteriore vi è il sito di un altro edificio dietro il quale vi è una fossa profonda, una collina artificiale che ricorda Manmulsang (il picco delle 10.000 forme) del monte Kumgang-san e una collina dove si trova la tomba del re Tongmyung.
Particolarmente notevole è l'edificio ottagonale, le cui fondamenta sono profonde due metri. Benché la lunghezza di ciascun lato dell'ottagono sia un po' diversa, nella maggior parte dei casi si ha una misura di 7,3 metri ed una larghezza delle sue fondamenta di 20,4 metri.
Quanto enorme fosse il tempio è testimoniato non solo dalla disposizione dei suoi edifici ma anche dall'area di distribuzione delle vestigia che copre circa 120.000 metri quadrati. Il sito del tempio scavato e rimesso a posto fino adesso si estende 132,80 metri da nord a sud e 223 metri da est a ovest e copre un' area totale di 29.614 metri quadrati. La terra rimossa si aggira sui 15.000 metri cubi.
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